
Levanzo
Un grumo di cubi lattiginosi con gli scuri blu, che si specchiano su acque così trasparenti che le barche vi galleggiano come se levitassero nell'aria, e alle spalle la montagna aspra, rugginosa, abbracciata da nuvole di gabbiani. Ci si perde felicemente tra pini d'Aleppo, agavi, euforbie e fiori, con lo sguardo a Marettimo eterea sull'orizzonte. Potrebbe essere Grecia, ma è Levanzo, microcosmo essenziale e intatto, dove riappacificarsi con il mondo.

Taccuino
Gita al faro. I gabbiani galleggiano sul vento di tramontana e l'erba fiorita si piega tra le rocce. La si scorge laggiù, prima che le falesie scure precipitino nel Tirreno, in bilico sul confine tra terra e mare. Ecco svettare sull'orizzonte la lanterna di Capo Grosso, scrostata dal sale e dal tempo, nel suo magnifico abbandono di questo pomeriggio luminoso di aprile. Nelle notti di temporale, sarà ancora guida sicura per i naviganti ? E il suo fascio di luce pulsante, rischiarerà ancora il firmamento mediterraneo ?

​Casa
Lo sciabordio del mare nella caletta sassosa del piccolo porto sul far del mattino, l’odore acre di alghe, le trasparenze turchesi che emergono dal buio. Intorno, la calce scrostata delle case, con i loro grigi caldi, chiarissimi senza mai raggiungere il bianco, e i riquadri scuri delle finestrelle, i balconcini e le scale sconnesse che si avventurano verso l’acqua. Le barche rovesciate, seccate dal tempo e dalle mareggiate, invase da ciuffi di erbe fiorite e piante grasse che spuntano da scogli e ciottoli. Le urla stridule dei gabbiani e un gallo che saluta il sole appena sorto.
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La Casa del Pescatore, Levanzo​

Appunti e soste
Svegliarsi di primo mattino, praticare un pò di yoga davanti al mare e fare colazione di fronte al porticciolo di Cala Dogana con i cornetti e i mostaccioli ai fichi del Bar Romano.
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Trekking alla Grotta del Genovese, dove antichissimi uomini realizzarono tra l'8.000 e il 12.000 a.C. sorprendenti pitture e incisioni rupestri con scene di animali, figure maschili e femminili (visita guidata obbligatoria da prenotare in anticipo).
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Al faro di Capo Grosso, immerso in perfetta solitudine, nel silenzio rotto solo dalle urla dei gabbiani. Con un panino capocollo e pecorino preparato dall'alimentari di Erina.
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Il bagno nelle trasparenze turchesi di Cala Minnula (magari non nell'acqua gelata del 30 aprile)​​​. Passeggiata al tramonto lungo il sentiero di Cala Faraglione e cena al Ristorante Arcobaleno, pesce fresco davanti allo sbarco dei traghetti (concedetevi di attendere un pò...).
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Una gita a Favignana per scoprire la storia affascinante della ex tonnara Florio (merita la visita guidata); poi, con la bici elettrica, al Giardino dell'Impossibile, un paradiso inaspettato di alberi e fiori da tutto il mondo nascosto tra le cave di calcare dell'isola.​
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​​​Libri in viaggio
​Richard Neutra, Progettare per sopravvivere
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Quando
Soggiorno: cinque giorni a tra fine Aprile e inizio Maggio 2026
Sguardo sull'isola






























