
Salina
Per i greci fu Didyme. I suoi vulcani gemelli emergono dalle profondità blu del Tirreno, verdi di felci, corbezzoli, erica e castagni, e ne marcano lo spirito orgogliosamente contadino. Da quei tempi antichi vi si coltiva eroicamente la Malvasia, e i suoi filari terrazzano le falesie cingendo le vecchie case Eoliane appollaiate a guardare l'orizzonte da cui emergono come visioni le altre isole sorelle. Resiste Salina, pur non sapendo per quanto ancora, all'assalto volgare dei vacanzieri che lussuosamente sciamano ogni anno tra queste acque, e, solo per chi lo vuole, si rivela luogo di meditazioni, di camminate silenziose e di degustazioni al chiaro di Luna.

Taccuino
Tra i tralci di Malvasia fino al limitare del dirupo di lava e rosmarino che guarda verso Stromboli.
Gli scafi rossi dei pescatori tirati in secca verso i ricoveri di pietra stretti tra gli scogli neri sotto la falesia di Pollara.
Il vento di temporale che soffia una sera, mentre sotto il bagghio maiolicato la tenebra ricopre la spiaggia dello Scario e i lampi squarciano l'orizzonte.
Il barcaiolo generoso che con antica pazienza pulisce la salina, nel controluce di un tardo pomeriggio.
L'intonaco consunto del faro di Lingua, custode di storie, che si erge tra le scure asperità vulcaniche.
Quei gradini incuneati tra fichi d'india e capperi, che si precipitano da Leni giù verso Rinella.
Gli occhi bui contornati di rosa e azzurro delle vecchie dimore Eoliane, di geometrica semplicità, con i loro patii sconnessi invasi dalle viti, i raccolti giardini di aranci e gli incannucciati ombrosi.

Casa
Un ottocentesca dimora che fu palazzo di mercanti sul versante Sud dell'isola, dove indugiare, leggere, cucinare.
Il tempo scorre pacatamente silenzioso come sabbia nella clessidra di questi giorni di fine estate. Sulla terrazza l'aria fresca della sera giunge con i rintocchi del campanile della chiesa di San Giuseppe, il Tirreno si tinge colore dell'indaco e il dorso scosceso dell'isola verdeggia cupo tutto intorno.
Palazzo dei Mercanti, Leni

Appunti
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La spiaggia di Scario, incastonata tra le rupi sotto Malfa, con i suoi grandi ciottoli e il blu delle acque, nell'aria vibrante che precede un temporale di fine estate
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Il Museo del Mare e del Sale, ricavato nel faro di Lingua che svetta candido sul nero degli scogli
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Salina Doc Fest - Festival Internazionale del Documentario Narrativo
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Amaneï, mostre e residenza d'artista a Santa Marina di Salina
Soste
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Villa Carla, le delizie di un ristorante famigliare a Leni
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Trattoria A Quadara per una cena di pesce a Malfa
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Al porto di Rinella, da Pa.Pe.Ro' al Glicine per granite speciali e prelibatezze locali
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Signum, il ristorante stellato della chef Martina Caruso a Malfa
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Da Alfredo a Lingua, una istituzione locale per granite e pane condito
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Bar Malvasia, spuntini davanti alla chiesa di Malfa dove osservare il via vai
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Cantina Caravaglio, sorseggiando con Nino Caravaglio un calice di Occhio di Terra con il tramonto su Malfa
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Azienda agricola bio Fenech a Malfa, per una profumata Malvasia con l'eccentrico e verace Francesco Fenech
Libri in viaggio
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Predrag Matvejevic, Breviario Mediterraneo
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Nicolas Bouvier, La polvere del mondo
Calendario
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Cinque giorni di inizio Settembre 2021
Sguardo sull'isola





















