
Tinos
Isola assoluta, pettinata dal Meltemi, è di una metafisica asprezza verso il mare ma si addolcisce improvvisamente nel suo grembo. Disseminata di cappelle di umile candore, emana una spiritualità rurale che fiorisce sugli antichi culti pagani.
Croci, esili campanili, iconostasi silenziose, garbati cortili protetti da tamerici e gradini di calce che scendono verso calette scavate nelle rocce grigio verdi di scisto.
Fra graniti e oleandri si ergono le vecchie mura traforate delle colombaie volute dai nobili veneziani come altari rurali ricamati con effigi di cipressi e dischi solari.

Taccuino
Di Tinos amo i villaggi. Ognuno ammantato nel suo silenzioso abbaglio di calce, possiede una, più spesso due o anche tre chiesette con raccolti sagrati ombreggiati dai platani, e case con inaspettati decori che vibrano di una delicata poesia. E al loro ingresso, magari a fianco a una antica colombaia, troverete sempre una fonte che dona frescura, talvolta rischiarata dalle candele di una offerta votiva. Si respira in certo qual modo un’atmosfera mediorientale, e può capitare che, seduti ai tavoli di una semplice taverna su una piazzetta cinta da palme e oleandri, vi venga servita una brocca riempita con acqua di sorgente. Quando si riparte da un posto, c'è come sempre una sensazione che più di altre rimane impressa di quel luogo e che in qualche modo lo riassume, capace di rievocarsi ogni volta che lo si ricorda. Di Tinos, ce ne sono due. Il profumo dell’origano selvatico che il vento diffonde al calar del sole sulle scogliere di Kalivia, e il soffio incessante del Meltemi dentro il monastero di Kechrovouni, con le sue cappelle, i cortili e i giardini nascosti, e le monache riparate in solitari recessi a contemplare vecchie icone rischiarate dal tremolio delle candele.​​
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(Luglio 2022)

Casa
Gli antichi sapevano dove edificare, e nelle Cicladi sferzate dal Meltemi sceglievano luoghi e orientamenti riparati. Questa costruzione, evidentemente non opera degli antichi, ha una terrazza meravigliosamente sporta verso le raffiche più intense. Tanto che le sere di luglio sembrano di marzo e ci si deve rifugiare precipitosamente all'interno. Per vivere appieno questa casa bisogna probabilmente attendere la fine dell'estate quando i venti perdono di vigore e le giornate si fanno più lievi. E in quel momento, con quella raccolta tranquillità che non è ancora indolenza, la veduta certamente potrà appagare l'animo.
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Villa Adele / Tinian Collection

Appunti e soste
La cappella di San Nicola Thahlassinos di fronte a Paralia Agia Thalassa, dove gli occhi si saturano di bianco e blu​. L'ombra delle tamerici e nessuno all'orizzonte nella spiaggia dorata di Agios Petros. La sabbia finissima, verde di scisto, della duna di Pachia Ammos.
A Kampos per due chiacchiere con l'artista Costas Tsoclis nel giardino del suo museo. Cena tra i tavoli colorati della taverna Katoi sto Smardakito sulla piazzetta immersa nel rosa degli oleandri fra la chiesa e la vecchia fonte.
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Cantina Vaptistis (un pomeriggio, sorseggiando Mavrotragano e Potamisi con gli occhi all'Egeo). Deviazione per Potamia, dove accanto a una piccola colombaia ombreggiata da un ulivo nodoso, un vecchio forno in pietra presto riprenderà a profumare di pane.
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Kochyli, prelibatezze di pesce sulla spiaggia di Agios Romanos. Poco oltre, Il candido borgo di Kardiani adagiato su un versante verdeggiante di sorgenti, con gli anziani a conversare sulla piazzetta aperta verso il mare.
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Il Museum of Marble Crafts di Pyrgos, i deliziosi decori di marmo delle sue case e il secolare platano sotto cui senz'altro, in un tempo remoto, si passava il tempo a filosofeggiare. Il pranzo è a bordo acqua con lo sgombro affumicato della Taverna Marina di Panormos.
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Alla Chora, salendo verso il venerato Santuario della Panagia Evangelistria, che i pellegrini raggiungono inginocchiati lungo un tappeto srotolato fino al porto. Cena da Tarsanás, ristorante ricercato all'estremità del porto, in una sera particolarmente ventosa.
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L'atelier della ceramista di Katerina Latoufi in una aggraziata casetta all'ingresso di Mirsini. Sosta alla taverna Da Tereza con le sue ricette di famiglia tra i vicoletti del paese.
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Sosta ristoratrice al Caffè San Ti Gh a Tarampados (le migliori alici fresche davanti alla valle delle colombaie tremolanti di calura meridiana), tardo pomeriggio a Volax, tra le ciclopiche rotondità dei massi, forse resti della guerra tra dei e titani.
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Il tramonto ai tavolini del caffè Mayou a Isternia, sospeso sull'abisso blu, e la cena a bordo acqua da Thalassaki sulla baia sottostante.​​​​​​​​​​​​​​​​​​

Libri in viaggio
Patrick Leigh Fermor, Rumelia - Viaggi nella Grecia del Nord
Pierre Courthion, Henri Matisse: l'intervista perduta
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Quando
Soggiorno: una settimana di inizio Luglio 2022
Calendario: 30 gennaio, i Fanarakia (celebrano il ritrovamento della venerata icona della Panagia Evaggelistria); 15 agosto, la sacra processione al Santuario della Panagia Evaggelistria con pellegrini da tutta la Grecia
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Sguardo sull'isola



























