
Procida
Le fronde debordanti dei limoni orlano di giallo i vecchi muri scalcinati tra cui si insinuano vicoli e si arrampicano gradini . Marina Corricella e il suo affastellato grumo di case dai toni ocra, giallo e arancio sembrano sfuggiti dalla tavolozza di un pittore del Grand Tour. I casini di caccia voluti dai nobili del '700, con i loro giardini segreti di agrumi e i padiglioni di pietra sospesi sulle scogliere scure di tufo, resistono alla ingiurie della salsedine e sonnecchiano nella gaia chiarezza del sole meridiano con nostalgica immobilità. Il cuore di Procida palpita di una vitalità serena e autentica, partecipando alla grande poesia della decadenza mediterranea.

Taccuino
La rarefatta perfezione dell'abbazia di San Michele svettante vertiginosa sul Tirreno nel tentativo di sfiorare il cielo.
Le rovine di pietra e piante del Palazzo d'Avalos, con i suoi antri silenti, i cortili profondi e gli squarci verso l'orizzonte.
A piedi fino alla Chiaiolella lungo viottoli murati che si insinuano tra giardini e orti nascosti.
Il prorompente chiasso biancoazzurro del porto mentre il Napoli gioca la sua partita nella speranza dello scudetto.
Le scale che precipitano nel labirinto variopinto di Marina Corricella, con i suoi mucchi di reti da pesca e gli scafi di legno consumato adagiati sul molo.
Oltre il vecchio cimitero di mare, giù fino alla spiaggia nera del Pozzo Vecchio, dove aleggia ancora lo spirito di Massimo Troisi e del suo Postino.
Sul pulmino di linea da Chiaiolella in mezzo a una festante comitiva che improvvisa cori per un addio al nubilato.
L'attesa del traghetto sotto una traballante tettoia del porto, con un vento freddo e una pioggia sferzante, improvvisa, che dissolvono in un colpo la solarità mediterranea e scombinano la geometria del mare.

Casa
La villa antica dove Elsa Morante scrisse l'isola di Arturo, il suo giardino fitto di agrumi e il decadente padiglione a picco sulla falesia di tufo da cui mirare i contrafforti di Terramurata. La tenuta ha vissuto tempi migliori, c'è un'aria come di sottile abbandono, i giardini sono incolti e le centinaia di limoni degli alberi cadono a terra senza che nessuno si curi di raccoglierli, creando un giallo tappeto destinato a marcire. E' un peccato perchè questo luogo è profondamente poetico, potrebbe continuare a curare lo spirito e ispirare la scrittura. Elsa forse si sarebbe un pò dispiaciuta a vederlo così.
La casa di Elsa Morante, Procida

Appunti
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Abbazia di San Michele Arcangelo, millenaria roccaforte dello spirito a picco sul Tirreno
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Palazzo d'Avalos, residenza reale cinquecentesca e poi carcere borbonico (merita la visita guidata)
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Gli echi di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022
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Festa di San Michele Arcangelo, l'8 maggio (processione attraverso tutta l'isola)
Soste
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La Lampara, ristorante con vista da cartolina su Marina Corricella
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Hook - No Flag Food, deliziosi fritti di pesce a due passi dal porto
Libri in viaggio
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Giancarlo Cosenza e Mimmo Iodice, Procida - Un'architettura del Mediterraneo
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Giorgia De Pasquale, Viaggio nel Mediterraneo
Calendario
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Tre giorni di fine Aprile 2023
Sguardo sull'isola

























