
Andros
Andros non è bellezza sfacciata, immediata. Il porto di Gavrio, anzi, risulta quasi anonimo e intorno il paesaggio è brullo, a tratti respingente. Meglio riferirsi a una fascinazione che si manifesta via via. E' il suo magnetismo di rocce brune e verdastre che sprofondano dentro acque intonse, sono le cappelle di calce che fanno da vedette a cale e dirupi, i suoi crinali desolati spazzati dai venti e le sue profonde valli di ulivi, fichi e cipressi tra cui si ode ancora il flauto di Pan. Sono i muri a secco e i viottoli di selce che ricamano la campagna, e i monasteri avvinghiati su vertigini di roccia sin dai tempi di Bisanzio. Tutto sembra vibrare di una frequenza pacata, di una serenità poetica, che si fa metafisica tra le vie lucenti di marmo e i candidi palazzi neoclassici della Chora, dove il diruto forte e le case in bilico su un contrafforte di scogliere livide sfidano il vento del Nord e le onde dell’Egeo, struggendosi nel ricordo di Venezia.

Taccuino
Una chiesa. Dalla strada spunta solo la piccola cupola blu, la croce bianca e uno scorcio di campanile esile, traforato su tutti i lati da delicate bifore. Si potrebbe pensare a una cappella inspiegabilmente sotterrata o impunemente scavalcata dall’asfalto. Occorre avere la curiosità di fermarsi per intravedere le scalette scavate nella roccia e scoprire l’edicola con l’icona dorata di San Giorgio che protegge questa nascosto, aggraziato gioiellino vernacolare costruito tutto sotto il piano della strada, ma addossato ad essa come a coprirsi le spalle. Ecco che così compare un porticato ombroso occupato da panche di pietra per pensare in solitudine o per riunirsi a celebrare. Su entrambi i lati lo proteggono due platani secolari, che settembre rende di un verde dorato, immensamente belli. Mi siedo, immerso in questo silenzio immoto, e avverto di non avere bisogno di altro. L'aria è immobile e la luce che filtra riverbera di azzurro sui muri di calce e attraverso le fronde si scorge il brillare cobalto dell’Egeo. Più in basso ecco ergersi un secondo campanile, ancora più minuto, e due terrazze circondate dalla scarpata violacea, aspra. E’ un microcosmo intatto, perfettamente bilanciato, che fonda la sua delicata armonia sulla misura. Non si coglie nessun eccesso, semmai una specie di pudore. L’architettura sfuma nel paesaggio senza soluzione di continuità e vibra di frequenze curative. Mi sembra di cogliere in questa proporzione innata il segreto dell’equilibrio. Per i Greci antichi la hybris era la tracotanza dell’uomo che eccede i propri limiti violando i confini posti dagli dei. Fu la colpa di Prometeo e ancora di più la nostra.

Casa
La casa dell'ulivo. Le case che cerco devono parlare a me e di me. Dimore nel senso latino della parola - demorari - ossia indugiare, trascorrere del tempo. Posti dove merita restare. Questa casa e’ di una poetica semplicità, risponde a qualche proporzione aurea e dona armonia. Le linee morbide, la luce e il vento che la percorrono, il legno e la pietra, le prospettive verso la terra e verso il mare, il silenzio, e, quando si desidera, molta musica da ascoltare. Sul fianco che da’ a Sud la protegge un ulivo centenario sotto la cui ombra argentata e’ bello meditare, leggere o pranzare sul tavolo ricavato da una grande lastra di scisto dai riflessi verde azzurri. Sul lato opposto un viottolo di pietra la costeggia e conduce alla grande terrazza protesa verso l’Egeo, che di mattina appare di un blu rarefatto, quasi rinascimentale, carteggiato appena dal Meltemi più dolce di inizio settembre, e verso il crepuscolo sprofonda in un blu di Prussia scuro, misterioso, indefinito, mentre le luci del villaggio lontano iniziano a galleggiare nella notte chiara e si accende l’infinito firmamento mediterraneo. Heidegger diceva bene, poeticamente abita l’uomo.
Olea House, Andros Family Homes

Appunti
-
Panachrantou Monastery, venerato monastero-fortezza aggrappato alla montagna
-
Foros caves (visita con guida speleologica)
-
Basil & Elise Goulandris Foundation, Chora. Da non perdere (visitata la bella mostra di Martine Franck, moglie di Henri Cartier-Bresson)
-
Museo Archeologico, Chora (con il meraviglioso e celebre Hermes di Andros)
-
Cyclades Olive Museum
Soste
-
Stratis Vineyards (deliziosa degustazione in un contesto autentico e famigliare)
-
Ta Skalakia, taverna tradizionale sulle scale di Chora
-
Nonas, osteria con gustosa cucina di mare con tavolini sul porto ai piedi della Chora
-
Endochora, piatti più ricercati sul corso principale di Chora
-
Taverna Agia Marina, praticamente sull'acqua, poco a Sud di Batsi
-
Stamatis, popolare taverna a Batsi
Libri in viaggio
-
Umberto Galimberti, L'etica del viandante
-
Simone Perotti, Rapsodia mediterranea
Calendario
-
Una settimana di inizio Settembre 2024
Sguardo sull'isola



































